Opere
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Fine dei Romanov

L’opera pittorica di Flavio Costantini ha reso omaggio, in momenti diversi della sua attività artistica, alla letteratura e alla storia russa. Grande lettore ed estimatore dei maggiori scrittori russi dell’Ottocento - da Tolstoj a Dostoevskij, da Gogol’ a Turgenev - Costantini ha ammirato la profondità dell’identità russa, la straordinaria capacità di resistenza alle vicende della storia, l’attitudine ad accettare l’esistenza umana sia nei suoi risvolti tragici, sia in quelli grotteschi e satirici. Dalla fine degli anni Ottanta, e con più continuità nel corso degli anni Novanta, l'artista si è interessato al periodo conclusivo della vita della famiglia Romanov. Dopo una prima opera dedicata alla stanza in cui lo zar e la sua famiglia furono uccisi (Casa Ipat’ev, 1979), vuota e cristallizzata nel momento dell’eccidio, dall’inizio degli anni Novanta l’artista realizza una serie di tempere incentrate ai luoghi della prigionia (Carskoe Selo, Tobol’sk) e poi dell’uccisione (Ekaterinburg) della famiglia imperiale.

Flavio Costantini’s body of work, in different moments of his artistic career, paid homage to Russian literature and history. Voracious reader and admirer of the greater nineteen century Russian writers – from Tolstoy to Dostoevsky, from Gogol to Turgenev – Costantini admired the depth of Russian identity, the extraordinary resilience through the events of history, the attitude of accepting human existence - both its tragic consequences and its grotesque and satirical reverberations. Since the end of the 80s, and more consistently during the 90s, the artist focuses his interest on the end of the Romanov family. After a first artwork, dedicated to the room where the Tsar and his family were killed (Casa Ipat’ev, 1979) - empty and frozen in the execution’s moment - the artist realizes, from the beginning of the 90s, a series of tempera paintings focused on the places of the incarceration (Carskoe, Selo, Tobol’sk) and of the killing (Ekaterinburg) of the imperial family.