Biografia
Biografia

Flavio Costantini nasce a Roma il 21 settembre 1926 e muore a Genova il 20 maggio 2013. Dopo il diploma di Capitano di Lungo Corso presta servizio nella Marina Militare, raggiungendo il grado di Sottotenente di Vascello. Dal 1951 al ’54 naviga con la Marina Mercantile. In questi anni il suo interesse principale è la letteratura, in particolare Franz Kafka, di cui inizia a illustrare alcuni romanzi (America, Il Processo).
Sbarcato definitivamente, si stabilisce a Rapallo, dove nel frattempo si era trasferita da Roma la sua famiglia. Per due anni progetta e disegna stoffe a Santa Margherita Ligure, poi si unisce allo studio grafico Firma di Genova e collabora con le riviste aziendali della Shell e della Esso. Lavora in maniera più continuativa per l’Italsider.
Nel 1959, dopo un viaggio in Spagna, dipinge una serie di olii su tela dedicati alla tauromachia.
A partire dal 1963, dopo un viaggio in Unione Sovietica e una serie di letture e ricerche sul movimento libertario internazionale, realizza opere a tempera che ripercorrono eventi della storia del movimento anarchico tra il 1878 e il 1926. La caratteristica principale di questa produzione è il riferimento puntuale alle fonti documentarie e iconografiche dell’epoca, un metodo poi confermato nel corso della sua intera attività. Dagli anni Ottanta in poi, Costantini riflette sull’impossibilità di evadere dalla storia e dalle sue conseguenze, sulla confusione tra carnefici e vittime e sulla sostanziale casualità degli eventi. Una condizione che l’artista avverte come assurda e che permea le sue opere, dalla serie dedicata alla fine della famiglia Romanov in Russia (1917-18) al naufragio del transatlantico Titanic (1912), di un progressivo scetticismo nella ”salvazione” politica e personale. Sempre dagli anni Ottanta in poi, realizza una serie di ritratti – a tempera e collage – di scrittori e poeti, ritornando così all’origine della sua ispirazione, la letteratura. Uno degli ultimi temi della sua ricerca storica e artistica sono stati eventi e protagonisti della Rivoluzione francese. Da un punto di vista stilistico, l’intera opera di Costantini ha un percorso completamente personale e autonomo: autodidatta, l’artista non hai mai nascosto la sua insofferenza verso il mondo dell’arte e l’impossibilità di riconoscersi in un movimento artistico definito. Fin dall’inizio, la sua stessa adesione alla figurazione è smentita dalle prospettive sempre distorte e dalle proporzioni irregolari. Il tratto nero che definisce persone e architetture – a volte spesso, a volte solo un sottile reticolo che delinea le ombre – accompagna tutta la sua produzione ed è diventato una delle caratteristiche inconfondibili dei suoi dipinti. Costantini è stato anche illustratore di numerosi libri. Tra i principali Il cavallino di fuoco di Vladimir Majakovskij (1969; ristampa 2006), Cuore di Edmondo De Amicis (1977), La linea d’ombra di Joseph Conrad (1989), Ricordi dal sottosuolo di Fëdor Dostoevskij (1997). Ha collaborato con le sue illustrazioni a numerosi quotidiani e periodici nazionali, tra cui La Domenica del Corriere, Corriere della Sera, La Repubblica, L’EuropeoPanorama e L’Espresso. Tra il 2008 e il 2013, in memoria dell’amico di una vita, Flavio Costantini è stato presidente dell’Associazione Museo Internazionale Emanuele Luzzati di Genova.